Ovuli scaduti e carne cancerogena: nuove forme di terrorismo social


12105853_919600864781545_6068263523994615765_nQualche giorno fa tra i “post consigliati” su Facebook, mi è capitata una pubblicità che, facendo uso dell’imperativo, mi invitava a congelare i miei ovuli. Perché la fertilità è in calo. Il tutto rappresentato dall’immagine di un ovulo fresco e gaio a 20 anni che evolve in un ovulo triste, solo e col bastone a 50 anni. Al che mi sono chiesta: ma non è normale che un ovulo a 50 anni, per dirla in maniera soft, “lavori meno”? E mi sono anche risposta che questa forma di pubblicità, forse priva di controllo, mi fa davvero rabbia. Soprattutto perché fa leva su una condizione in mutamento delle donne, che sempre più tardi fanno figli, per via del lavoro, della casa o del matrimonio. Ci sono tremila variabili che non elenco e che non giudico. Giudico invece il messaggio pubblicitario che mi sembra un messaggio di terrorismo sociale, o meglio, social. “Congeli i suoi ovuli”: faccia più presto che può, che tra un po’ passerà la data di scadenza. No, grazie. Congelatori di ovuli, non cercate di far leva sulla sfera emozionale perché così offendete l’intelligenza delle donne.

Altro caso: la carne è cancerogena. L’Istituto per la Ricerca sul Cancro di Lione (IARC) ha inserito le carni processate nel gruppo 1 dei prodotti cancerogeni per l’uomo, ovvero in quelli che hanno una correlazione certa con lo sviluppo dei tumori. Le carni rosse sono invece state inserite nel gruppo 2, tra i prodotti la cui correlazione è probabile. Risultato, le salsicce non si mangiano più, il prosciutto non si mangia più, la bistecca ce la dobbiamo dimenticare. Non è così. Ci si è fermati alla prima informazione, riproposta al modo di “facciamo notizia”. Mi spiego: c’è differenza tra titolare “Mangiare carne fa venire il cancro” e “Il consumo eccessivo di determinati tipi di carne potrebbe far sviluppare il cancro”. Oncologi, esperti, nutrizionisti sono stati interpellati. Hanno tutti cercato di spiegare che:
1 – dobbiamo tenere presente che lo studio è generico e non tiene conto della Dieta Mediterranea. In Italia non si consuma di certo la quantità di carne che si consuma negli Usa;
2 – le quantità sono quindi fondamentali. Mangiare 500 grammi di carne alla settimana, variando fra bianche e rosse, può andar bene;
3- è fondamentale la qualità dei prodotti. Sapere la provenienza e la lavorazione dei prodotti che mettiamo in tavola è fondamentale.

Non è detto, e questo lo scrivo perché è una domanda che mi sono sempre posta a livello personale, che la carne bianca sia meglio. Polli e tacchini sono pieni di ormoni, tanto da fare ingrossare le ghiandole mammarie anche ai bambini in età di svezzamento. Voglio dire, adesso non è che smettendo di mangiare carne rossa o insaccati si risolverà magicamente il problema. Almeno non comprando un cordon bleu di pollo (carne bianca…), fatto con scarti di polli separati meccanicamente. Quindi, non smetterò di mangiare carne. Lo farò con moderazione, come ho sempre fatto. E continuerò a darla alle mie figlie, che nell’età della crescita hanno bisogno di importanti vitamine e proteine. Continuerò a non usare la macchina, quando lo potrò evitare, continuerò a fare un dolce in casa, invece di affidarmi alle merendine. Continuerò a mangiare un piatto di pasta all’olio, piuttosto che mettere in tavola un primo precotto. Continuerò a non fumare. E tenete presente che in una sigaretta ci sono 62 sostanze cancerogene, eppure i fumatori sono sempre tranquilli e beati.

La consapevolezza del proprio stile di vita, che davvero comprende tutto, è fondamentale. Anche per non diventare vittime di questo terrorismo da social network.

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