Se la satira diventa cattiveria e Charlie Hebdo se la prende con un bambino morto


Sono un po’ scioccata. Mai avrei pensato di scrivere questo. Ma la satira, strumento acuto e intelligente, è diventato crudele stupidità. Mi chiedo come mai nessuno nella redazione di Charlie Hebdo abbia fermato l’uscita di un’orribile vignetta, firmata Riss, quella che prende di mira il povero Aylan, il piccolo di tre anni, siriano, trovato morto sulla spiaggia turca di Bodrum. Non riesco davvero a capire cosa ci possa essere di finemente ironico nell’ipotizzare che se il piccolo Aylan avesse avuto il privilegio di diventare grande sarebbe potuto diventare come questi mostri che in Germania hanno molestato decine di donne lo scorso capodanno.

Credo che alle volte si possano fare battute cattive, che in pochi avrebbero il coraggio di pronunciare in quanto “politicamente scorrette”, ma che in realtà sono ironiche. In questo caso invece c’è solo una grande stupidità, un’immensa cattiveria e un odio crudele. Che non può essere giustificato neanche con l’attentato che Charlie Hebdo ha subito a gennaio dello scorso anno. Come dico sempre il tema è delicato e il rischio di confondere le cose è sempre in agguato. Ma qui è tutto troppo palese. Una vittima innocente, un bambino preso di mira e utilizzato a proprio piacimento da uomini che abbiamo considerato menti brillanti.

Un bambino morto, solo, su una spiaggia.

Come si può fare ironia su questo? Come si può voler tentare di confondere le cose e generalizzare in questo modo? Aylan non ha avuto, lo ripeto, il privilegio di vivere. Sarebbe potuto diventare grande, studiare, costruirsi una vita e magari anche una carriera con cui avrebbe potuto aiutare gli altri. Come ha fatto presente anche la Regina Rania di Giordania, la quale ha commissionato, e pubblicato su Twitter, una vignetta di risposta commissionata al caricaturista giordano Osama Hajjaj.

C’è un qualcosa di estremamente cattivo in ciò che Riss ha disegnato e che Charlie Hebdo ha pubblicato: è la distruzione dell’innocenza dell’infanzia, è il cancellare la possibilità di futuro, spezzando ogni diritto.

Sul sito di Charlie Hebdo si legge che “Charlie difende … una società libera dal razzismo”. E se questo non è razzismo…

 

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