Se il regime alimentare scatena la guerra: cosa ci insegna “Animalisti contro Cruciani”


“Se vedo uno che mangia un panino, se ho la possibilità gli ci sputacchio dentro”. Sono ancora qui che ci ripenso e ancora ho un travaso di bile. Mi riferisco all’affermazione di Valerio Vassallo, il ragazzo esponente del Movimento Tutela Animali e Ambiente protagonista della tipica intervista doppia de “Le Iene”.

ATTENZIONE: questo post non vuole offendere nessuno.

Vassallo è stato degli autori della diatriba, chiamiamola così, con Giuseppe Cruciani, conduttore radiofonico del programma “La Zanzara”, in onda su Radio24. Quest’ultimo, più volte in radio non ha nascosto il fatto di essere “pro-onnivori”, mi si passi il termine. Lo ha fatto senza troppi giri di parole, ribadendo che negli allevamenti non vengono compiute “stragi”, come invece sostiene spesso chi segue un regime alimentare vegano. Per farla breve, ma la storia ormai la conoscete, un gruppo di animalisti, o “nazivegani” (come li definisce Cruciani, ndr), si è presentato davanti alla sede della Radio in segno di protesta. Cruciani non ha fatto storie: è sceso con un salame in mano e la provocazione è stata accolta in pieno.

Ne è seguita l’intervista doppia de “Le Iene” in cui i due, Vassallo e Cruciani, hanno ribadito le proprie posizioni. È in questa occasione che è stata pronunciata la frase che dicevo all’inizio. Un panino con una qualsiasi proteina di origine animale provocherebbe uno sputo.

Ora, non è che questo episodio ci racconti niente di nuovo, ma certo ci porta a dover riflettere su una nuova realtà di intolleranza. Ed è per questo che ho voluto fare questa riflessione in questo momento. Un giorno piangiamo tutti insieme e il giorno dopo, dismesse le lacrime per una strage, siamo pronti a odiare qualcuno, solo perché segue un regime alimentare diverso dal nostro. La critica riguarda tutte e due le parti: chi pensa di dover imporre la propria idea sbaglia. Questo è sempre vero. Sbaglia chi pensa di avere il diritto di sputare sul cibo altrui e sbaglia chi provoca con arroganza con un pezzo di salame qualcuno che quel salame non lo mangia per scelta. Trovo vergognoso, consentitemelo, che si arrivi a dover assistere ad un simile spettacolo, in cui si citano Hitler e i campi di concentramento. La guerre, quelle vere, ci sono state e purtroppo ci sono ancora. E ancora non capiamo che non è con un modo di fare aggressivo e violento che ci si fa ascoltare. Perché di ascolto si parla, non di imposizione. Ognuno possiede la libertà di poter scegliere il proprio regime alimentare, conoscendo quelli altrui. Rispettandoli.

Siamo in grado di odiare per una dieta diversa. Riflettiamoci su.

 

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